giovedì 14 luglio 2011

I Borboni a Scopello

Nell'anno dei festeggiamenti all'Unità d'Italia, a Castellammare si celebra una medaglia d'oro dal sacro militare ordine Costantiniano di San Giorgio, intitolando una via ad una vittima dei piemontesi. Sentire parlare oggi di "real Sito di Scopello", "Gran maestri" e simili, appare quantomeno anacronistico. Considerando la mia conoscenza dei fatti storici del paese, non voglio assoltamente entrare nel merito di quest'argomento ma preferisco limitarmi a dare un semplice consiglio: non sarebbe meglio celebrare adeguatamente le molto più numerose e significative vittime di mafia, piuttosto che tornare indietro ai tempi in cui c'era il brigantaggio ed i cittadini combattevano contro l'Unità d'Italia, proprio laddove si celano le origini della mafia?

Comunicato stampa del portavoce del sindaco
Medaglia d’oro al gonfalone di Castellammare dal sacro militare ordine Costantiniano di San Giorgio. Il riconoscimento, previsto per il 14 luglio, alle ore 18, nel borgo di Scopello “è stato concesso per il recupero storico- culturale nel dedicare una via alla bambina Angela Romano fucilata dai piemontesi nel 1862 perché accusata di brigantaggio. La piccola Romano stava portando al fratello, che lavorava in campagna, del pane. Altra motivazione è quella di aver rinominato il baglio di Scopello con il suo nome originale, Real Sito di Scopello di SM il Re Ferdinando III Re di Sicilia”. La cerimonia avrà due momenti: la scopertura della targa del Baglio del Real Sito di Scopello all’esterno dell’antica struttura quindi, all’interno del baglio, con l’accompagnamento della banda cittadina, il conferimento della medaglia d’oro al gonfalone cittadino. Al termine della cerimonia saranno visitati gli appartamenti reali. “Il delegato vicario del sacro militare ordine Costantiniano di San Giorgio per la Sicilia, Antonio di Janni, accompagnato dai coordinatori di Palermo Luigi Furitano, dal coordinatore di Messina, Giovanni Bonanno, dal coordinatore di Alcamo, Pier Francesco Mistretta, da cavaliere con placca Antonio Fundarò, e dal coordinatore di Castelvetrano Elio Zuccarello -annunciano dall’ordine Costantiniano- fregerà il gonfalone cittadino della medaglia d’oro di benemerenza concessa dal Gran Maestro del sacro militare ordine Costantiniano di San Giorgio, SAR il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie Duca di Castro”. Sarà presente il sindaco Marzio Bresciani, con l’assessore alla cultura e spettacoli Rosanna Fasulo, i consiglieri comunali della città, il coordinatore costantiniano di Capua Giovanni Salemi, i cavalieri Sebastiano Bonventre, Salvatore Biondo, Fabrizio Fontana, Concetto Lombardo, Maurizio Aiello, Antonino Papania e Giacomo Scala.

17 commenti:

  1. Caro Sebastiano
    Le vittime di mafia vanno indubbiamente celebrate e ricordate per il loro sacrifici; d'altra parte ricordare l'uccisione di una "brigante" di neanche cinque anni (questa era l'età di Angela Romano quando venne fucilata dai piemontesi con l'accusa di essere una pericolosa sovversiva e avere promosso una ribellione popolare) intitolandole una via, non mi sembra meno importante.
    Sui libri di scuola ci hanno da sempre insegnato che il processo che portò all'unità d'Italia fu un processo "quasi" pacifico, che Garibaldi era un eroe disinteressato, che Cavour era un grande statista e che i briganti erano dei mafiosi, delinquenti che non avevano il minimo scrupolo nell' uccidere.
    La realtà fu ben diversa ma, dal momento che la storia la scrivono i vincitori, molti fatti sono stati omessi dai libri e quindi dimenticati.
    Lungi da me ogni idea filo borbonica o secessionista (non sono un nostalgico del regno delle due sicilie) ma credo sia importante recuperare il nostro passato per capire meglio chi siamo oggi.
    Se vorrai sarò lieto di suggerirti alcune letture interessanti che spiegano bene cosa accade a Castellammare all'epoca della spedizione dei mille.

    Ignazio Sabella

    P.S. Se non sbaglio è previsto che venga intitolata una via a Peppino Impastato; inoltre la nostra biblioteca è intitolata ai fratellini Asta e alla loro madre, tutti e tre vittime della strage di Pizzo Lungo (l'autobomba che fu utilizzata per quell'attentato fu preparata proprio a Castellammare).Con ciò non voglio dire che questo basti a commemorare tutte le vittime di mafia, sia ben chiaro.

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  2. Poco, troppo poco per una paese come Castellammare, considerato lo "zoccolo duro di Cosa Nostra"! Qua bisognerebbe intitolare vie e strade a gente come Pio La Torre, Falcone, Borsellino, Mauro Rostagno, Mauro De Mauro e tanti altri... Non mi permetterei mai di sminuire l'ingiusta uccisione di quella bambina, però vorrei capire meglio cosa significa anche intitolare il baglio di Scopello come "Real Sito di Scopello di SM il Re Ferdinando III Re di Sicilia". Cos'è? nostalgia della monarchia? Sembra quasi che le 2 intitolazioni siano state scelte assieme per accostare una storia di commovente ingiustizia oggettiva ad una scelta anacronistica e anti-italiana.
    PS: la storia, purtroppo, viene scritta sempre dai vincitori, per cui non basterebbe una vita a leggere tutti i libri scritti ed anche allora non si potrebbe conoscere la verità. Io mi tengo la mia convinzione che se non fosse stato per Garibaldi e compagnia bella a quest'ora saremmo peggio della Grecia. W l'Unità d'Italia W il Risorgimento

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  3. Su tutto questo non c'è dubio ma il problema è un altro, diverse manifestazioni pro unità sono state organizzate a castellammare durante l'inverno con il logo 150° anniversario e quello del comune, e il tricolore è stato portato in processione, e si è cantato l'inno, mi sembra un contro senso adesso celebrare la fazzione opposta.
    Per quanto riguarda i piemontessi non c'è alcun dubbio che abbiano fatto delle porcate
    Claudio Colomba

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  4. Oggi alle 17 e 30 tutti a scopello im maglia rossa e tricolore a cantare l'inno di mameli

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  5. Ritengo corretta la nuova rinominazione del baglio di Scopello anche perchè ciò aiuta a capire le nostre origini e valorizzare da un punto di vista culturale e storico il nostro territorio.
    Tuttavia, a quanto mi dicono, parteciperà alla manifestazione una associazione filo-borbonica di dubbio gusto che, se ciò risulterà vero, tenterà di strumentalizzare la nuova intitolazione per meri scopi privati....
    Ma che dire.....ribadisco che a me piace il nuovo nome ma sicuramente non mi piacciono questi cavalieri che non riconoscono la nostra bandiera.....se è così l'amministrazione è passata dal fare una cosa graziosa ad un vero e proprio autogol.
    Saluti

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  6. "Il delegato vicario del sacro militare ordine Costantiniano di San Giorgio per la Sicilia", scusate, ma di cosa stiamo parlando?? di confraternite?? di massoneri?? ma esistono ancora queste cose??

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  7. Ribadisco ulteriormente che non sono filo borbonico o nostalgico ma non posso dirmi contento di come sia stata fatta l'unità d'Italia.
    Questo non vuol dire che non riconosca l'unità nazionale o il tricolore come dei valori fondamentali, semplicemente ritengo che sia opportuno fare chiarezza su alcuni aspetti poco conosciuti del nostro passato per meglio capire il nostro presente.Se tutti sapessero di come l'unità d'Italia sia stata fatta a spese del meridione defraudando le casse del regno delle due sicilie, alcuni "signori" come l'on. Bossi e compagnia bella non avrebbero neanche il coraggio di aprir bocca.
    In ultimo il regno delle due sicilie non se la passava poi così male: tanto per dirne una, quanti sanno che la prima ferrovia costruita in europa fu la Napoli-Portici voluta da Ferdinando II di Borbone nel 1839?
    Se non ci fosse stata l'unità d'Italia sarebbe stato il nord a fare la fine della grecia.
    D'accordissimo con te quando dici che andrebbero intitolate ancor più strade o piazze alle vittime della mafia (nel post precedente l'avevo già specificato, ma lo ribadisco).
    D'accordissimo con Claudio e con Domenico: va bene cambiare la toponomastica in modo da recuperare il nostro passato ma accettare una medaglia da parte di un'ordine quanto meno "discutibile" e soprattutto nell'anno dei festeggiamenti per il 150° dell'unità d'Italia è veramente un controsenso e francamente anche un pò stupido.

    Ignazio Sabella

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  8. Mi inserisco per dire che la storia non conosce salti, nè nel suo svolgersi, nè tanto meno nella lettura della stessa, un insegnante non può per esempio svolgere soltanto gli argomenti che gli sono più congeniali , saltando quelli che gli stanno antipatici, tutti quelli che lo hanno fatto, infleggendo dei torti ai ragazzi li definisco dei cattivi maestri,la storia bisogna innanzitutto conoscerla per poi giudicarla ed interpretarla, è molto corretto nella lettura dei fatti il primo intervento di Ignazio sabella,pochissimi libri ci ricordano davvero come è avvenuta l'Unità dell'Italia, che cosa si è dovuto sacrificare nel Sud.
    Lo "sbarco dei mille" non è stato un idilliaco incontro,sono morti delle persone ed alcune tra queste vittime innocenti ed ignare di quanto altrove era stato deciso!!
    Titolare una strada ad una di queste vittime ,da parte di una commissione toponomastica, mi pare una cosa corretta tanto quanto dedicare una strada a Peppino Impastato
    Se poi in questo paese bisogna fare sempre polemiche anche questo fa parte della nostra storia .....un'insegnante di storia
    Giacoma Giglio

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  9. Tra tutti i commenti in realtà il più polemico mi sembra proprio quest'ultimo. Non mi sognerei di intraprendere una disquisizione storica (specialmente con un'insegnante) ma ho studiato (ed ho avuto degli insegnanti preparatissimi) e letto abbastanza per sapere che il Risorgimento è stato voluto da moltissimi siciliani proprio perchè i Borboni non erano propriamente dei santi. La causa principale dei mali della nostra terra non credo provenga dal Nord, ma purtroppo ce la siamo creata da soli e si chiama MAFIA. Proprio per questo le vittime della mafia e le vittime dell'Unità d'Italia non le metterei assolutamente sullo stesso piano, ma darei molto più spazio e risalto alle prime. Comunque si tratta pur sempre di opinioni personali, non credo sia il caso di giudicarle "corrette" o "sbagliate", mica siamo a scuola... :)

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  10. Caro Sebastiano.
    Hai ragione a dire che la mafia è il problema più grande della nostra terra.
    La mafia è nata durante il regno dei borbone come forma di controllo dei feudi (i gabelloti) ma ha assunto la dignità di "stato parallelo" proprio dopo l'unità d'Italia, dal momento che andò a colmare un vuoto governativo (i Savoia non erano grandi amministratori) creatosi con il nascere del nuovo ordine; in alcuni casi, come accadde a Castellammare, fu proprio il governo ad affidare l'amministrazione della cosa pubblica a personaggi non proprio "trasparenti" (non invento niente, è tutto documentato).
    La mafia ce la siamo creata noi ma è esplosa come fenomeno sociale proprio dopo l'unità d'Italia.
    Desideravo rettificare la mia opinione sui cavalieri costantiniani di s. giorgio. Mi sono documentato e devo ricredermi: se è pur vero che l'ordine è retto da carlo di borbone, è altrettanto vero che non ha scopi politici; gli scopi dell'odine sono "la glorificazione della Croce, la propagazione della fede cattolica e la difesa della Chiesa romana"(cito testualmente), oltre ad avere una storia plurisecolare (è stato fondato nel 313 d. C.).
    Sia ben chiaro che questa è la mia personale opinione e non ho la minima intenzione di insegnare la storia a nessuno (non ne ho il titolo).
    Ti ringrazio comunque per la tua disponibilità a dialogare.
    Se poi capiterà di farlo di presenza ne sarò ancor più contento :)

    Ignazio Sabella

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  11. Le vittime della mafia debbono avere più spazio delle vittime dell'unità è come dire che chi muore di una malattia debba essere più pianto rispetto a chi muore di un'altra malattia ......assurdo!!!ahahaha

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  12. Dedicare la strada alla bambina morta, e alle altre vittime di quella carneficina (in 7 tra cui gente ceca e disabbile vennero fucilati ai 4 canti) è un gesto nobile e che andava fatto già da tempo.
    tutto ciò però non giustifica una manifestazione filo borbonica, specie nell'anno in cui ci si è freggiati e si è inneggiato all'unità d'Italia e al risorgimento, inserendo il logo della fondazione 150° anniversario dappertutto.
    La storia è questa ed è giusto che vada ricordata, ma ci sono modi e modi, non è perchè se una cosa fa parte della storia la dobbiamo ricordare venerandola, e se allora vengono i neo fascisti che inneggiano a Mussolini e vogliono donare una medaglia al nostro confalone che fà l'accettiamo pure? in fondo anche il ventennio fascista fa parte della nostra storia,così come la mafia ecc.
    è deplorevole unire la morte di quell'innocente bambina ad una manifestazione di vecchi che credono ancora nella monarchia, sarebbe stato più bello fare una cerimonia piena di ragazzi e bambini per far conoscere loro la storia della piccola Angelina, invece è solo stata una parata di vecchie cravatte gigliate.
    Claudio Colomba

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  13. Vi ho letto con attenzione e già di per se, il fatto che se ne discuta, conferma che il problema esiste realmente.
    Non mi sorprende più nulla di come vengano considerati gli eventi in questo nostro Paese. Mi mortifica tanto, invece il sottovalutare alcuni aspetti. Io ho visto registrato il discorso del Gran Maestro...., non voglio citare altro, mi sono vergognato tantissimo quando si è inneggiato verso chi ha combattuto contro l'Unità d'Italia. Sotto il tricolore ho prestato aiuto ai terremotati del Friuli come se fossero Siciliani e da Folgorino, ma soprattutto da Italiano mi vergogno che il Gonfalone del Mio Comune venga " Fregiato " con la medaglia d'oro di questo ordine di non so cosa. RicordateVi che in ogni manifestazione il nostro Gonfalone porterà addosso questo "Sfregio" che ci legherà a questi "Borboni". Non sarebbe malvagio, e qualcuno penso che lo farà, di rivolgere la question al Presidente Napolitano della correttezza di quanto fatto nel 150° dell'Unificazione.
    Viva l'Unità d'Italia e gli Italiani tutti.

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  14. Condivido al 99% l'ultimo intervento (1% che non condivido è l'anonimato). Leggere la targa davanti al Baglio di Scopello di "Real sito Borbonico" è veramente una cosa pesante per quanto mi riguarda. Ci sono popoli che continuano a farsi la guerra in virtù delle radici storiche (vedi israeliani e palestinesi) e non credo sia una cosa molto logica. Seppure sia innegabile il fatto che l'Unità d'Italia non sia stata tutta rose e fiori, ma che per molti aspetti ha danneggiato il Sud, mi chiedo a che porta oggi, nel 2011, rievocare queste ingiustizie? Cos'è, una risposta ai revisionismi storici molto discutibili della Lega Nord? Mi spiace, ma non condivido per niente questo modo di ragionare. Spiegatemi allora fin dove dovremmo rievocare le nostre radici storiche, perchè anche Scopello un tempo si chiamava Cetaria e la cosa fa parte della storia. Castellammare invece un tempo si cambiava "Al Madarig", allora che facciamo, cambiamo la denominazione in questo modo o ci rifacciamo all'Emporium Segestanorum? Chi decide quali siano le nostre identità storiche? Io personalmente mi sento più italiano che borbonico

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  15. ... dimenticavo di dire che ringrazio tutti quelli che stanno partecipando alla discussione rispettando pienamente le opinioni altrui pur non condividendole. E' questa l'idea di blog che ho in mente, ma che purtroppo soltanto raramente si manifesta

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  16. "Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente."
    (Indro Montanelli)

    Con questa citazione non voglio dire che sia giusto rinominare tutte le strade o le piazze.
    Rimane comunque la necessità di non fare cadere nell'oblio molti fatti della nostra storia, anche dei tempi più remoti che, per quanto possano essere considerati "positivi" o "negativi", sono dei passi che ci hanno portato ad essere quel che siamo oggi:
    non è né nostalgia né revisionismo ma soltanto amore alla verità.

    P.S. Il discorso del gran maestro è stato pieno di falsità storiche: ha ricostruito gli eventi a suo uso e consumo ed in maniera quanto meno "fantasiosa"...evidentemente l'obiettività non è una dote comune fra gli italiani.

    Ignazio Sabella

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  17. RIYEHGO CHE LE ORIGINI DELLA NOSTRA STORIA NON POSSONO FERMARSI AI BORBONI CHE NULLA DI POSITIVO HANNO INTRODOTTO NEL NOSTRO TERRITORIO. RIFACCIAMOCI PIUTTOSTO AGLI ARABI CHE CON LE LORO CULTURE POSITIVE,,,TONNARE, LAVORAZIONE DELLE CERAMICHE, SFRUTTAMENTO DEL SISTEMA IDRICO, EDILIZIA ETC...HANNO LASCIATO UN PATRIMONIO CHE ANCORA PRODUCE VITA ED ATTIVITA'.

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